L’inizio è da squadra consapevole: concentrazione, pressing, mani attive sulle linee di passaggio. Casarsa scatta, Servolana rincorre e a metà del primo quarto riacciuffa il punteggio. Ma è solo l’illusione di una serata in equilibrio. Nel secondo e terzo periodo gli ospiti salgono in cattedra e trasformano la partita in una lezione itinerante di pallacanestro: difesa che graffia, transizioni pulite, attacchi costruiti con pazienza e ferocia.
Quando Colussi si accomoda in panchina gravato di tre falli, non c’è smarrimento. C’è Sturzu. Sale di forza, attacca il ferro, distribuisce gioco: quattro assist di pregevole fattura fanno alzare il pubblico, strappando applausi anche ai più infreddoliti. Liva e Ibrahim, con le loro braccia infinite, arpionano palloni e aprono praterie. Il granitico Pivetta è una diga in difesa e, quando decide di incidere in attacco, lo fa con l’autorità di chi non chiede permesso.
Pozzan pesca anche dal serbatoio dell’entusiasmo: porta con sé Matteo Giavi, premiato dopo l’ottima prova in Silver e chiamato a rispondere all’assenza di Gardin. Segnale forte: fiducia ai giovani e rotazioni che respirano. E il gruppo risponde compatto. Vanno a referto tutti. È il dettaglio che racconta meglio di qualsiasi statistica il momento della squadra.
Fabris si prende Garbin come un’ombra ostinata e non lo molla fino al quarto periodo, quando il fiato chiede conto e arriva il cambio. È una battaglia di nervi e muscoli, vinta centimetro dopo centimetro.
Nonostante il vento freddo di Trieste e l’ora tarda, i ragazzi scaldano il palazzetto e tolgono il sonno a chi è arrivato per sostenerli. Le canotte sudate diventano bandiere di una squadra che lotta, che sbaglia anche — talvolta con la presunzione di cercare la corsia privilegiata o la conclusione da nove metri — ma che ora sa correggersi.
A fine partita Pozzan e Gon sono chiari: usare le sponde, proteggere il pallone, attaccare con più intensità invece di affidarsi al tiro pesante. È il linguaggio di chi guarda già avanti, di chi sa che la strada è tracciata ma non ancora compiuta.
Casarsa torna a casa con due punti e una certezza: il lavoro paga. E quando paga, lo fa con gli interessi.
Servolana TS: Filippon 24, Simonic 8, Bergamin 9, Garbin 8, Benussi 4, Guidoboni 3, Tunin, Devidè, Gobbo 1, Ojo 5, Codiglia. All.Gregori
ASD Casarsa: Flores 8, Fabris A. 2, Fabris G. 4, Boglione 10, Giavi, Colussi 16, Francescutti 2, Liva 11, Ibrahim 6, Sturzu 14, Pivetta 4. All.Pozzan, Ass.Gon
Arbitro: Almerigogna e Icardi