Da una parte Gradisca d’Isonzo, porta del Collio, dove le colline insegnano da secoli la pazienza e l’armonia dei grandi vini bianchi. Dall’altra Casarsa della Delizia, città che del vino ha fatto cultura industriale e identità, esportando bottiglie friulane in ogni parte del mondo. Due territori diversi ma simili nell’anima operaia e concreta, si sono ritrovati sul parquet dell’Under 19 Gold per una partita che aveva il peso delle classifiche e il sapore delle ultime occasioni.
Per Casarsa significava evitare l’incrocio immediato con Fiume Veneto in vista delle Final Four di fine mese. Per Gradisca è l’occasione di consolidare una posizione migliore.
Non c’è Tomas Colussi, trattenuto dall’altra sua grande passione, il calcio e l’Inter. C’è invece Giulio Fabris, ancora con il tutore alla caviglia, quasi a testimoniare quanto questo gruppo tenga a restare unito anche nelle difficoltà.
La gara si apre con Gradisca aggressiva, intensa, capace di imporre subito ritmo e pressione. Casarsa contiene l’urto e il primo quarto resta equilibrato: 23-19.
Nel secondo periodo emerge la personalità di Giulio, che prova a riavvicinare Gradisca con tre triple accolte dall’entusiasmo del pubblico. Gradisca raggiunge presto il bonus, ma Casarsa non sfrutta adeguatamente i viaggi in lunetta. Il quarto si chiude 23-20 e la partita continua a vivere di strappi e risposte immediate.
Dopo l’intervallo arriva però un momento delicato per i padroni di casa. Anche Liva deve lasciare il campo per problemi fisici. Casarsa allora cambia atteggiamento: meno frenesia, più concretezza. Il terzo quarto, chiuso sul 16-20, porta soprattutto la firma di Sturzu, bravo nell’attaccare il ferro, subire contatti e trovare punti pesanti nei momenti chiave.
Parallelamente cresce anche la tensione. La direzione arbitrale appare talvolta chiamata a gestire situazioni complesse, con valutazioni non sempre immediate e del tutto concordi tra le parti. In particolare, un episodio su Sturzu, in occasione di un fallo da ultimo uomo, è stato letto in modo diverso rispetto alle aspettative di Casarsa, che avrebbe sperato in una sanzione di fallo antisportivo.
La partita perde fluidità, aumenta il contatto fisico, si gioca molto sull’intensità e poco sull’ordine. Pozzan dalla panchina prova a ottenere chiarimenti, ma il clima si irrigidisce ulteriormente fino al fallo tecnico che arriva dopo l’ennesima protesta.
Nel quarto conclusivo Casarsa non trova invece lucidità e continuità. Il parziale di 21-9 indirizza definitivamente il confronto. L’uscita per cinque falli di Pivetta viene accompagnata dagli applausi dei tifosi ospiti e dei compagni, segnale evidente del legame costruito da questo gruppo durante la stagione.
Il punteggio finale, 83-68, premia Gradisca, per l’intensità di gioco e il pressing asfissiante e non sempre molto corretto.
A fine partita Pozzan sceglie toni misurati ma chiari:
Il punteggio alla fine è buono. È mancata la difesa
Ora però il tempo degli alibi è finito. Nell’ultima settimana servirà la presenza di tutti agli allenamenti, intensità e concentrazione per preparare al meglio la sfida decisiva. Sarà fondamentale memorizzare con maggiore precisione gli schemi offensivi, soprattutto contro una Dinamo molto preparata sugli scambi, sulle aperture di gioco e capace di punire ogni distrazione difensiva. Solo con compattezza, attenzione e lavoro collettivo Casarsa potrà arrivare alle Final Four con l’ambizione di giocarsi fino in fondo le proprie possibilità.
Basket Gradisca: Marzaro 6, Franceschini 4, Bortoluzzi, Coroneo 2, Fulizio n.e., Pian n.e., Barbana n.e., Cattarin 13, Blason 6, Facchinetti, Giugliano 32, Sansa 20. All.Franco
ASD Casarsa: Flores 7, Fabris A.2, Fabris G. 29, Boglione, Francescutti, Liva 2, Ibrahim 5, Gardin 3, Sturzu 12, Pivetta 8. All.Pozzan
Arbitro: Tomadin e Cappuccio