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Oltre la retrocessione: il presidente Fasan celebra il cuore biancorosso

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Bolzano

Dopo la sfida playout persa a Bolzano, il presidente Federico Fasan ha voluto condividere una riflessione dedicata non solo alle protagoniste in campo, ma anche ai tanti giovani tifosi che hanno accompagnato la squadra nella lunga trasferta in Alto Adige, trasformando una giornata difficile in una testimonianza di appartenenza e passione per i colori biancorossi.

Una vittoria che va oltre il risultato

Ci sono partite che finiscono sul tabellone, e altre che restano impresse per sempre nel cuore di una società. La trasferta di Bolzano è una di queste.

La nostra Serie B femminile esce dal campo sconfitta e con una retrocessione che fa male, molto male. È una ferita sportiva che pesa, perché queste ragazze hanno lottato fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo possesso, senza mai tirarsi indietro. Hanno onorato la maglia, i nostri colori e il basket, anche quando il destino chiedeva di stringere i denti più forte. A loro va il mio primo, profondo e sincero grazie.

Ma in quel palazzetto lontano da casa, mentre la stagione si chiudeva nel modo più duro possibile, è successa anche un’altra cosa. Qualcosa di più grande del risultato.

Durante una normale settimana di scuola e di lavoro, un gruppo di ragazze e ragazzi ha scelto di esserci. Ha scelto di salire su un pullman, affrontare ore di viaggio, arrivare fino a Bolzano solo per sostenere la squadra. Solo per amore. Solo per appartenenza. Solo per quei colori biancorossi che non si spiegano, si sentono.

E mentre il campo raccontava una storia difficile, loro non hanno mai smesso di cantare. Mai.

Hanno incoraggiato, sostenuto, spinto la squadra anche quando tutto sembrava perduto. Con il loro tifo pulito, vero, rispettoso, hanno dato una lezione a tutti: di sport, di passione, di identità.

In quel momento non stavano solo tifando. Stavano rappresentando il Basket Casarsa, il suo presente e soprattutto il suo futuro. Stavano dimostrando che una società è viva quando, nei momenti più duri, trova nei suoi giovani il cuore più grande e la voce più forte.

Da presidente, ma prima ancora da uomo di sport, posso dirlo con orgoglio: a Bolzano abbiamo perso una partita, ma abbiamo vinto qualcosa che vale infinitamente di più. Il senso di appartenenza. Il futuro del basket a Casarsa.

Grazie Edoardo, Andrea, Kevin, Gabriele, Enrico, Alan, Kevin, Andrea, Lorenzo, Alessandro, Tommaso, Alessandro, Melissa, Nicolò, Riccardo, Matteo, Diego, Matteo, Bilal, Thomas.

Questa è la vostra vittoria.

                                                                                                                                            Federico