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Fastbreak – n.1

Polisportiva Casarsa > News > A.S. 2019-2020 > Fastbreak – n.1

Bollettino Settimanale della Polisportiva Casarsa, per combattere l’astinenza da Pallacanestro
In allegato al primo numero: scatola di chiodi

Vola in contropiede, leggi fastbreak!

Somministrato in piccole dosi con cadenza settimanale, Fastbreak sarà il piccolo notiziario della Polisportiva Casarsa, con autori di tutte le squadre, siano essi giovani cestisti o coach esperti.
Il format e il contenuto del giornalino non saranno fissi, ma tutti i lettori potranno contribuire alla buona riuscita, all’organizzazione, agli articoli, alle brutte intenzioni la maleducazione del settimanale.

Per combattere la noia da quarantena, spazieremo su argomenti vari, sempre con un occhio di riguardo per la nostra amata pallacanestro.
Tutte le vostre proposte, le vostre idee o i vostri commenti sul giornalino saranno sottoposte alla professionalissima redazione, che cercherà di esaudire più richieste possibile!
Contattaci sui nostri social, vola in contropiede con noi!

Buona lettura!

IL TUO SPAZIO!

... in Prima Pagina
Eh già!
Se ci mandi una, foto, un disegno o addirittura vuoi scriverci due righe, questo spazio in prima pagina sarà dedicato a te!

24 SECONDI con... Matteo Celotto

By Arturas

24. Arturas: Presentati ai lettori!

Matteo: Ciao a tutti, sono Matteo Celotto, coach della serie D!

23. A: Sei al primo anno a Casarsa, facci un bilancio della tua esperienza finora.

M: Il bilancio è sicuramente positivo. Con un gruppo praticamente nuovo e tantissimi esordienti, dopo un primo periodo di ambientamento, abbiamo ingranato, migliorando il nostro rendimento con il passare delle giornate. Ci è mancato solo un colpaccio con una big del campionato, arrivandoci spesso vicini. Spiace ovviamente non poter chiudere la stagione, dopo aver agguantato la zona playoff.

22. A: Quali sono i pregi della squadra?

M: In questi sette mesi ho particolarmente apprezzato l’allenabilità dei ragazzi, la buona predisposizione durante la settimana e soprattutto la condivisione delle responsabilità in partita. Abbiamo sempre trovato protagonisti diversi.

21. A: E se dovessimo tirare fuori qualche difetto?

M: Purtroppo non siamo riusciti a limare il problema dei break negativi e delle rotture prolungate. E’ stata la grande costante della stagione, probabilmente dettata anche dalla giovane età della squadra.

20. A: Un commento a caldo sulla situazione che stiamo vivendo.

M: Sembra di vivere un film apocalittico. E’ un momento complesso, dove il senso di responsabilità di ognuno di noi può fare la differenza, per salvaguardare la salute di tutti e restituirci il prima possibile la nostra quotidianità.

19. A: Cambiamo contesto, come ti sei appassionato alla pallacanestro?

M: Tutto merito di mio fratello. Quando giocava andavo a vedere tutte le partite, poi il canestro in cortile ha fatto il resto. Amore a prima vista.

18. A: Giocatore e allenatore preferiti?

M: Manu Ginobili ed Ettore Messina.

17. A: Squadra del cuore?

M: Virtus Bologna, quella del grande Slam.

16. A: Il tuo ricordo cestistico più bello?

M: I tre campionati vinti da giocatore. Ognuno dei tre ha lasciato un segno importante.

15: A: Fai il tuo quintetto ideale all time.

M: Matteo franco e Alessandro Grion i due interni, Mattia Galli e Massimiliano Cipolla le guardie e ovviamente il playmaker lo faccio io!!!

14: A: Saltiamo di palo in frasca. Cosa passa per il tuo Spotify?

M: Imagine Dragons, Muse e Negrita.

13: A: Cosa non deve mai mancare nel frigo?

M: Lime e Coca.

12: A: Giornata libera: come la passi?

M: Con Greta e Viola Matilda al mare, in qualsiasi stagione.

11: A: Piatto preferito?

M: Grigliata di pesce.

10: A: Fede calcistica?

M: Juventus.

9. A: Un personaggio extra basket che ammiri.

M: Nelson Mandela.

8. A: Se potessi scegliere qualcuno con cui farti una birretta, chi sarebbe?

M: Charles Barkley.

7: A: Il viaggio dei sogni?

M: Ovunque ci sia mare, storia, cultura.

6. A: Libro preferito?

M: Dream Team.

5. A: Una qualità che apprezzi nelle persone.

M: La disponibilità.

4. A: Una cosa che invece ti fa incazzare?

M: L’incoerenza.

3. A: Sotto di due a 5” dalla fine: tripla per vincerla o da due per il supplementare?

M: Fallo e vale!!!

2. A: Motto?

M: Carpe Diem.

1.A: Sogno nel cassetto?

M: Continuare a divertirmi a bordo campo fino alla pensione!!!

A: La sirena è suonata! Grazie Matteo della tua disponibilità!

M: Grazie a te, Re Arturas! Un saluto a tutti i lettori!

YOUNG, WILD & FREE

Lo spazio degli Under

Che dire?! Mi ritrovo a scrivere questo articolo in giardino, immerso in un silenzio tombale…

Mai avrei pensato di trovarmi in queste circostanze, bloccato in casa (che per certi versi non è neanche un aspetto malvagio eh!), ma allo stesso tempo devo dire che faticare in palestra mi manca molto… mi mancano i compagni di squadra, il calore dei tifosi, i consigli di Magic e gli incredibili brevi discorsi del Boso, i dirigenti, le urla del Pres e di Bambin durante gli allenamenti e le partite. 

Mi spiace per come sia andata a termine questa stagione, avremmo potuto continuare a divertirci e perché no, anche a vincere possibilmente!

Le final four erano ad un passo e speravamo di poter almeno ripetere il risultato dello scorso anno e chiaramente avevamo l’obiettivo di salire sul gradino più alto del podio, consapevoli che sarebbe stato sangue.

In ogni caso, credo ci possiamo ritenere soddisfatti del percorso compiuto fin’ora; sono contento di come i nuovi arrivati si siano integrati nel gruppo e auguro loro di poter, il prossimo anno, raggiungere e superare il risultato da noi purtroppo mancato a causa di questa problematica pandemia.

Spero che questa situazione si sblocchi il prima possibile, spero di poter tornare a giocare almeno al campetto, di rivedere le persone che per tutto l’anno mi sono state vicino, e a dirla tutta non vedo l’ora di poter ricominciare a far casino e a divertirci in nome di tutte quelle feste che sono saltate in questo periodo!

Buona quarantena e un caro saluto a tutti!

Alberto Castellarin
Under 18 Gold

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L' APPROFONDIMENTO: IL TIRO

A cura di Matteo Dalmazi

S e dovessi pensare al tiro come ad un atto di uno spettacolo o ad una scena di un film sarebbe sicuramente l’atto finale, conclusivo, dove tutto finisce e il tempo per un momento si ferma, ti toglie il respiro, e da il suo verdetto: 3 punti.

Ecco, ma perché partire dalla fine, dall’ultimo atto a parlare di basket?
I motivi principalmente sono 2: è la cosa che da giocatore, forse, mi riesce discretamente e mi diverte fare, inoltre è quello che chiunque, anche chi non ha mai visto la pallacanestro, riesce a comprendere. Il tiro serve a fare canestro. A vincere.

E’ chiaro che la palla al cesto non può essere riassunta in un unico movimento perfetto con il quale si è invincibili, ci sono troppe incognite in gioco, una delle quali è che si gioca di squadra, anche quando si tira.
Mi spiego meglio: spero che tutti sappiate (ma non ne sono molto convinto), che il basket è un gioco di squadra e questo si evince in tutti gli aspetti del gioco, anche quelli che sembrano tecnicamente di importanza individuale, come appunto il tiro.

Il miglior tiro è quello a più alta percentuale, il che vuol dire che in un gioco di squadra il miglior tiro sarà quello preso non solo dal giocatore meno marcato o lasciato libero dalla difesa ma anche e soprattutto da quello che effettivamente ha più alta percentuale nel segnare.
Questo comporta ad avere una conoscenza ed una consapevolezza sia individuale (il giocatore deve essere consapevole che è più o meno bravo a tirare) che di squadra (ogni giocatore deve conoscere le reali caratteristiche e capacità dei propri compagni) in modo da creare, nelle varie situazioni di attacco, quella che è più congeniale e più efficiente per “portare a casa la pagnotta”.

Non è facile, non è per niente facile.
Sono convinto però che più si sta in palestra, più si lotta assieme, più ci si confronta fisicamente e verbalmente, più si arriva a quella consapevolezza e fiducia che ti porta a concludere il tuo atto finale, la scena clou, con solo il fruscio della retina nella testa.

Farò ora, una mia “top five” dei migliori tiratori, un quintetto sicuramente atipico, ma spiegando il perché delle mie scelte.

Play: Stephen Curry

Scelta banale, quasi scontata, ma per movimento naturale e soprattutto velocità di rilascio è il primo al mondo (penso anche con distacco). Non servono ulteriori spiegazioni, lascio che parli il video per me:

Guardia: Gianluca Basile

Un po’ “vintage” come scelta; fenomeno assoluto e autore di prestazioni incredibili (vedi Italia-USA con Lebron che non riusciva a marcarlo) ma proprio con i suoi tiri “ignoranti” credo che rispecchi proprio quello che ho scritto.
Chiaramente se si dovesse guardare la scelta di tiro nuda e cruda uno potrebbe dire -beh, ma questo non sa giocare di squadra-. Falso. I suoi tiri erano evidentemente presi con la consapevolezza (e molta fiducia) che la squadra lo conosceva e probabilmente lo esortava a tirare in quel modo, imprevedibile, ma non per loro.

Ala: Nando De Colo

OK, è Francese… non tutti sono perfetti dopotutto.
L’efficienza e la cura maniacale del suo tiro lo rendono uno dei giocatori più forti in Europa (oltreoceano ha avuto molta meno fama).
Mentre lo guardi giocare non sai se amarlo di più per il suo rilascio o per il fatto che fa SEMPRE canestro.
Ha nel suo palmares due euroleghe e due titoli mvp europei.

Ala grande: Danilo Gallinari

Scelta un po’ per l’Italia, un po’ per Eurobasket 2015.
Tecnicamente poco da commentare, uno dei migliori tiri in circolazione secondo me, per velocità e altezza di tiro direi quasi immarcabili. Sembra quasi che ogni volta tiri un tiro libero, non salta praticamente. Usa moltissimo la parte alta del corpo, velocizzando di fatto il rilascio.

Centro: Dirk Nowitzky

Il suo palmarès basta a presentare un lungo estremamente abile lontano dal ferro, che poteva giocarsela indifferentemente fronte o spalle a canestro.
MVP della stagione, MVP delle Finali, un titolo NBA e una corona di vincitore della gara del tiro da tre punti. Da sussidiario del basket, il suo fade away, gesto tecnico che ha reso il biondo di Wurzburg praticamente immarcabile.

NO LOOK

By Arturas

Come tutti sappiamo, il no look è quella giocata che spesso chiude un contropiede, regalando un assist per il nostro compagno libero.
Allora quale modo migliore di finire la lettura di questo giornalino, che appunto si chiama Fastbreak, ovvero “contropiede” in lingua inglese?
In pratica, che si fa quando si ha finito di leggere queste pagine?

Se siete in astinenza da pallacanestro, Youtube vi smarca sotto al ferro in continuazione: sul canale della Fiba vengono trasmesse due partite al giorno, prese dall’archivio della federazione che, come ben potete immaginare, può annoverare alcune delle partite più belle per spettacolo e livello tecnico di sempre.

Seguendo l’esempio Fiba, anche l’Eurolega sta ripercorrendo la sua storia, postando in diretta Facebook tutte le finali della sua storia.
Se invece siete appassionati di basket a stelle e strisce, l’NBA ha reso gratuito per un mese il suo League Pass, un’applicazione nella quale sono disponibili on demand tutte le gare di questa stagione e della scorsa, oltre a contenuti extra e retroscena della lega di LeBron James, Kawhi Leonard e compagnia bella.

Keep feeling the Devotion!

 

CRUCIBasket

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Fastbreak - n.1 1.54 MB 11 downloads

Edizione del 31 marzo 2020 ...

IN QUESTO NUMERO:

  • 24 secondi con… Matteo Celotto
    by Arturas
  • Young, Wild & Free (lo spazio degli Under)
    by Alberto Castellarin
  • L’approfondimento
    by coach Matteo Dalmazi
  • No look
    by Arturas
  • Crucibasket

#POSTAUNVIDEO

Il termine per la partecipazione al concorso #postaunvideo è stato prorogato fino a Pasqua.
Puoi inviarci i tuoi video o le tue foto fino a lunedì 13 aprile, compreso.
Affrettati!

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