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Le interviste di Natale: Dario Tushe

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CASARSA DELLA DELIZIA

Sebbene sia arrivato nella famiglia del basket Casarsa da pochi mesi, ha subito conquistato tutti per le sue capacità professionali, la sua genuinità e la voglia di lavorare sodo e seriamente.

Stiamo parlando di coach Dario Tushe, a cui sono state affidate numerose squadre (capo allenatore delle squadre Under 14 femminile e Under 19 Gold, vice allenatore dell’Under 15 femminile e Assistente della prima squadra maschile), che abbiamo intervistato per farlo conoscere a tutti.
E allora via con le domande:

Comincio col chiederti “chi è Dario Tushe”, quando hai cominciato a giocare a basket e come è iniziata la storia della tua carriera. Insomma: raccontaci del Dario baskettaro…

Ho cominciato a giocare a basket a sei anni in un paesino marchigiano in provincia di Macerata grazie al mio insegnate di educazione fisica che fu poi anche il mio istruttore per tutto il percorso minibasket. Successivamente ho cominciato il percorso delle giovanili nel pordenonese tra Nuovo Basket 2000 (società dove poi ho cominciato ad allenare), 3S Cordenons e una stagione all’APU Udine dove purtroppo ho rotto il crociato. Da lì la decisione di intraprendere il percorso di allenatore, prima nel minibasket e successivamente nel mondo delle giovanili e senior e ad oggi sono otto anni che passo tutti i pomeriggi in palestra.

Puoi raccontarci qualche aneddoto significativo o momento speciale della tua carriera da giocatore e da allenatore?

Da giocatore, l’esperienza indimenticabile è stata partecipare al trofeo delle regioni in Liguria nel 2013 con la rappresentativa del FVG, non tanto per il risultato ma per la possibilità di confrontarsi con giocatori che oggi vediamo in serie A. Da allenatore, ad oggi, il mio primo anno da capo allenatore con un gruppo 2008 (ai tempi u13) col quale sfiorammo di un punto il terzo posto alle finali regionali dopo aver vinto la fase provinciale

Quasi tutti i giorni ti confronti nelle palestre con i nostri ragazzi per allenarli. Che idea ti sei fatto di questi giovani di oggi? Che differenza hai notato tra te, che hai giocato in passato, e loro?

Penso di poter riassumere la risposta a questa domanda con una sola parola: TECNOLOGIA (il coach ride – NDR)

Suppongo che gli obiettivi che cerchi di trasmettere ai giocatori delle tue squadre sono per esempio: massimo impegno in gara, vincere le partite e magari il campionato e altro ancora. Nella vita privata invece quali obiettivi ti sei posto? Hai qualche sogno nel cassetto che pensi di poter realizzare?

Un sogno in particolare no, nell’ambito sportivo vorrei conseguire tutte le qualifiche di allenatore e magari seguire anche qualche corso a livello internazionale e viaggiare per vedere le varie realtà cestistiche in giro per il mondo.

Quali sono i valori fondamentali che cerchi di trasmettere ai tuoi giocatori, non solo sul campo, ma anche nella vita di tutti i giorni? Cosa ti piace e cosa non sopporti in un giocatore? Qual è la cosa che ti ferisce di più a livello personale?

Amo la pallacanestro perché è uno sport di squadra e quindi come dico ai ragazzi sempre, non esiste “io” ma il “noi”; quindi, cerco di far capire ai ragazzi/e, che in questo sport la squadra viene prima del singolo. Non amo i giocatori che pensano al proprio tabellino a fine gara, preferisco un giocatore che mi fa 10 assist piuttosto che 10 punti.

Quali sono gli aspetti più gratificanti nel guidare i giovani talenti nel loro percorso nel basket?

Riuscire a conquistare la loro fiducia con l’insegnamento e vederli quindi seguirti in ogni scelta tecnica o tattica che fai dando il massimo senza pensarci due volte.

Saresti felice a fine stagione se…?

Se il gruppo rispetto a inizio stagione dimostra dei miglioramenti sia a livello individuale che di gioco di squadra.

Reciti dei rituali pre-partita oppure fai dei gesti scaramantici? Hai qualche superstizione o rituale prima delle partite? Qualcosa che fai sempre per portare fortuna alla squadra?

Nessun rituale in particolare, nelle partite più difficili, quando posso, mi isolo 10 minuti dopo il discorso pre-partita dove ascolto due canzoni.

Ci piace “affibbiare” dei soprannomi agli appartenenti alla nostra “famiglia”. In questi anni della tua onorata carriera te ne hanno già affibbiato uno o dobbiamo pensarci noi?

In realtà non ho un soprannome, c’è chi mi chiama Darietto, chi Darione, forse quello più simpatico me l’ha dato la mia dirigente, “la Cri”, Cristina Colussi NDR) dell’Under 14 che mi chiama Orsetto (il coach ride ancora – NDR)

Siamo alla fine dell’intervista, quindi parliamo di argomenti più “soft”. Ci puoi raccontare quali sono i tuoi interessi, hobbies se ne hai, al di fuori della tua attività nel basket? Insomma, cosa fai nel tempo libero quando non sei impegnato con gli allenamenti e partite? E a proposito di vita, ci racconti della tua vita sentimentale? Se vuoi rispondere naturalmente…

In realtà tempo libero ne ho davvero poco poiché lavoro anche per un’azienda di impianti, i pomeriggi e i fine settimana sono sempre impegnati da partite e allenamenti quindi nel tempo libero cerco di dedicarmi un po’ a me stesso e a passare del tempo con la mia fidanzata con la quale convivo da quasi due anni.

Non mi resta che ringraziarti Orsetto” per la disponibilità e per averci resi partecipi della tua straordinaria esperienza nel mondo del basket. Ti auguriamo ancora tante soddisfazioni e una lunga carriera!!!

Grazie a voi!

Foto: ©Oriano Zonta