Casarsa porta a casa il referto rosa al termine di una sfida dura, spigolosa, di quelle che si vincono con il carattere prima ancora che con la tecnica.
E non era scontato. Mancano Giulio Fabris, Awal Ibraim e Tomas Colussi, tutti fermi tra caviglie e ginocchia che chiedono tregua. Assenze importanti, ma il gruppo risponde. Nessuno si tira indietro, nessuno fa rimpiangere chi non c’è.
Il primo quarto è subito una battaglia di nervi. Servolana gioca fisica, a tratti anche troppo fallosa, ma non regala nulla. Casarsa rincorre, fatica, ma negli ultimi secondi trova il guizzo per acciuffare il vantaggio. È un segnale: la partita non sarà mai semplice.
Nel secondo periodo i padroni di casa provano ad allungare. Lo fanno con energia difensiva, con le mani rapide di Pivetta che trasformano recuperi in opportunità, e con la tripla di Sturzu, un tiro quasi istintivo, “così per tirare”, ma che trova solo rete. Il margine cresce, ma senza mai diventare rassicurante.
Poi arriva il terzo quarto, ed è lì che la partita cambia ritmo. Si alza la velocità, si alza il contatto, si alza tutto. Servolana non accetta di cedere, resta incollata. E negli ultimi secondi succede qualcosa che accende il palazzetto: palla che viaggia verso l’angolo, finisce nelle mani di Gardin. I compagni contano il tempo, lui prende la mira, carica un tiro alto, quasi sospeso… e la palla scende perfetta, al centro del canestro. Tabellone: 57-59.
È di nuovo tutto aperto.
Nell’ultimo quarto Casarsa prova a riprendersi il controllo con un pressing aggressivo, quasi a voler soffocare ogni respiro degli avversari. Ma Servolana resta lì, attaccata alla partita. Ancora Gardin, ancora Sturzu, anche da lontano, tengono vivo il punteggio.
L’ultimo minuto è pura gestione e tensione. Timeout, lavagne, istruzioni sussurrate e gridate. Si gioca sul filo, sul possesso, sulla lucidità. E alla fine sono i tiri liberi a fare la differenza: mani ferme, punti pesanti, quelli che valgono la vittoria.
Finisce 80-78. Casarsa vince, soffre, resiste. E manda un messaggio chiaro: anche nelle difficoltà, questa squadra c’è.
Ora lo sguardo va avanti. All’orizzonte c’è Fogliano, avversario combattivo. Ma se questa partita ha detto qualcosa, è che il cuore può colmare anche le assenze.
ASD Casarsa: Flores 10, Fabris n.e., Giavi 18, Boglione 2, Cesco n.e., Francescutti 4, Liva 2, Gardin 7, Sturzu 27, Pivetta 10. All.Pozzan
Servolana: Buriani 24, Filippon 15, Simonic 5, Garbin 8, Ojo 4, Codiglia 6, Valdemarin 5. All.Grogori
Arbitro: Morassut e Bernardi