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Un diagonale da leggenda e un urlo liberatorio: Casarsa espugna Sacile 68-69

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Sacile

Ci sono partite che valgono due punti. E poi ci sono partite che valgono una stagione

Lunedì sera, al Palamicheletto, è andata in scena una di quelle sfide che restano addosso. Under 19 Gold. In vetta Humus Sacile, lanciata e sicura. Nel gruppo delle inseguitrici Basket Casarsa, affamata e silenziosa.

Finisce 68-69, ma dentro quel punto c’è un romanzo.

Un inizio che sa di resa dei conti. Chi c’era nel primo girone ricorda: Casarsa, fu travolta nel secondo quarto, incapace di arginare la fluidità di Sacile, che faceva girare la palla con una facilità quasi irritante. Una differenza “assiderale”, di quelle che ti restano nelle ossa.

Lunedì no, il primo quarto è un corpo a corpo. Difese attente, ritmo alto, sguardi che non si abbassano. Si chiude 15-15. Pari. Ma è un pari che dice: siamo venuti per restare.

Nel secondo quarto Casarsa alza la voce. Parziale di 8-15. Le penetrazioni di Colussi e Sturzu spaccano la difesa, attaccano il ferro con personalità. Sacile accusa il colpo.

Poi, quando il cronometro sta per ingoiare l’ultimo secondo del primo tempo, succede qualcosa che cambia l’inerzia emotiva della serata.

Gardin riceve nella propria metà campo. Non c’è tempo per pensare. Solo per sentire. Parte un diagonale irreale, una traiettoria tesa e perfetta, che attraversa il campo come una cometa. La sirena suona mentre la palla è ancora in volo, Dentro. Il Palamicheletto trattiene il respiro per un istante eterno, poi esplode. I tifosi di Casarsa si alzano in piedi, braccia al cielo, increduli. È un canestro da raccontare ai figli. Il terzo quarto: tempesta e nervi

Al rientro dagli spogliatoi l’aria è diversa. Le panchine si parlano con gli occhi, i contatti si fanno più duri, la tensione sale.

Sacile reagisce da prima della classe. Riprende le redini, accelera, trova ritmo e fiducia. Parziale di 28-17. Anche l’uscita di Colussi, al quarto minuto, per una caduta accidentale, pesa come un macigno.

È il momento in cui molte squadre si sfilacciano. Non questa.

Coach Pozzan resta lucido. Non urla. Rincuora. Sistema. Chiede pazienza. E quando capitan Fabris rientra in scena, lo fa con due triple consecutive che tagliano il morale di Sacile come lame sottili.

Casarsa torna a crederci. Combatte su ogni pallone, sporca linee di passaggio, si getta per terra.

Poi l’episodio che rischia di spezzare l’equilibrio.

Awal commette il quinto fallo e si avvia verso la panchina. Uno dei due arbitri gli chiede di alzare la mano. Il gesto non arriva, forse per frustrazione, forse per amarezza. Scatta il tecnico. Un colpo alla serenità del gruppo, un’onda che scuote la panchina e i tifosi.

Timeout. Gardin va in lunetta. Due su due. Ghiaccio nelle vene.

Sacile risponde dalla linea della carità, ma trova solo un punto.

Gli ultimi secondi e l’urlo, il finale è una questione di gestione, di maturità. Casarsa “addomestica” la palla, la protegge, la culla quasi. Il cronometro scivola via tra battiti accelerati e mani sudate.

Sirena, 68-69.

Per un attimo silenzio. Poi esplode tutto. I tifosi invadono con la voce, non con i piedi. Cori, abbracci, occhi lucidi. Anche Pozzan, che di solito non concede nulla all’euforia, lascia andare un sorriso largo, autentico.

È l’impresa dell’inseguitrice contro la capolista. È la rivincita di chi aveva subito, imparato, aspettato.

È una vittoria costruita con tecnica, nervi e cuore.

E in quella traiettoria diagonale partita da metà campo, forse, c’era già scritto il destino della serata.

Humus Basket Sacile VS ASD Casarsa 68-69

Parziali: 15-15, 8-15, 28-17, 17-22

Humus Basket Sacile: Cattaneo 9, Da Ros 7, Taiariol n.e., Vedana, Tidona 7, Ripa 12, Papes, Cauz, Colomberotto 20, Zoldan 13, Tosetto, Rossetti n.e.. All.Gri

ASD Casarsa: Flores (foto), Fabris A., Fabris G. 21, Boglione 3, Colussi 14, Francescutti, Liva 2, Ibrahim 6, Gardin 4, Sturzu 12, Pivetta 7. All.Pozzan, Ass.Gon

Arbitro: Gobbo e Elhanafy

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