Al Palazzetto di Fiume di turno va in scena una Under 19 Gold che sembra una partita… ma a tratti diventa un racconto. Fiume Veneto contro Casarsa, partenza equilibrata, come quando le squadre si studiano, si annusano, cercano il primo vantaggio psicologico. Il primo quarto fila via senza strappi, con l’illusione che l’equilibrio possa durare a lungo.
Illusione, appunto.
Perché nel secondo periodo Fiume Veneto decide che è il momento di esagerare. Casarsa non riesce più a contenere gli attacchi continui, ordinati ma letali, dei fiumani, che trovano il canestro con una facilità disarmante: se fosse consentito, segnerebbero anche con i piedi. Percentuali irreali, ritmo alto, fiducia che cresce possesso dopo possesso, il tutto sospinto da un tifo che sembra quello di una finale di Eurolega più che di una partita giovanile. Il parziale scava un solco profondo, profondissimo: all’intervallo lungo il tabellone racconta un +39 che pesa come un macigno.
Ma qui entra in scena la panchina.
Coach Pozzan non ci sta. Niente lavagne piene di frecce, niente discorsi chilometrici: bastano poche parole, ma dette con il tono giusto, per suonare le trombe e risvegliare l’orgoglio dei suoi. Casarsa rientra in campo con un’altra faccia, un’altra intensità, un’altra fame. Talmente tanta che coach Sioni, con trenta punti di vantaggio, è costretto a chiamare timeout per paura che quel bottino costruito con tanta cura possa improvvisamente sgretolarsi.
Alla sirena del terzo periodo il parziale parla chiaro: 30 a 14 per i Pozzan boys. La partita cambia pelle. Non nel punteggio complessivo, ma nell’anima. Nell’ultimo intervallo Casarsa prova a mettere dentro tutto quello che ha: Pozzan richiama i ragazzi a quei valori “maschili” mancati nei primi due quarti, e il campo si fa ruvido, sporco, pieno di contatti e falli. È una partita da campetto, più che da palazzetto, e finisce 23 a 19 per Casarsa.
Se la si guarda a parziali, viene quasi da parlare di pareggio morale. Ma il foglio rosa, quello vero, dice Fiume Veneto: 83 a 60.
Pozzan, però, può essere soddisfatto. Perché nel momento peggiore i suoi hanno tirato fuori grinta, sacrificio e voglia di dimostrare – al numeroso pubblico accorso a sostenerli – di saper giocare un basket fatto di squadra e carattere.
Ancora una prova solida per il granitico Pivetta (foto): non riempie il tabellino, ma resta in campo quaranta minuti giocati come solo lui sa fare, con una presenza che vale più di tanti punti. Un plauso, in realtà, va a tutti: per l’orgoglio, per la reazione, per aver trasformato una serata difficile in una lezione di carattere.
Il dirigente Pietro Fabris commentando la partita ricorda che:
nel basket, come nella vita, non conta solo chi vince. Conta anche come si perde. E Casarsa, stavolta, ha perso in piedi
Libertas Fiume Veneto: Costella 14, Basso 9, Ciut 17, Ugel, De Marco 22, Huqi 5, Cappelletto, Ros 2, Defend, Dario 10, Di Noto 4. All.Sioni
ASD Casarsa: Flore, Fabris G.11, Boglione 2, Fabris A. n.e., Colussi 14, Francescutti 3, Liva 6, Ibrahim 3, Gardin 3, Sturzu 14, Pivetta 4. All.Pozzan, Ass.Gon
Arbitri: Angeli e Fabbro