Ci sono partite che finiscono con tanti punti, altre che finiscono con pochi punti e poi ci sono quelle che finiscono 56-54 e ti lasciano addosso la sensazione di aver disputato una partita di basket, quello vero, fatto di gomiti, centimetri, palloni contesi e qualche inevitabile momento in cui la palla sembra avere una volontà tutta sua.
A Casarsa arriva UBC Udine, squadra che di centimetri ne porta in dote una discreta quantità, praticamente un reparto edilizio sotto canestro. L’obiettivo degli udinesi è chiaro: consolidare la propria posizione in classifica. Dall’altra parte c’è Casarsa che, dopo aver fatto i conti con una serie di infortuni, ritrova i titolari e vuole dimostrare di essere ancora capace di giocarsela con tutti.
Coach Pozzan, con il fedelissimo Cantoni al suo fianco, prepara la partita sapendo che contro una formazione del genere non basta avere buone intenzioni: bisogna mettere in campo testa, gambe e soprattutto pazienza.
Casarsa parte cercando di mettere ordine nelle operazioni. Sturzu prova a dirigere il traffico dalla cabina di regia, con qualche buona lettura e il tentativo di accelerare quando si presenta l’occasione. Castellarin, Colussi e Scodeller cercano di aprire la scatola difensiva avversaria, alternando penetrazioni, conclusioni e iniziative personali.
Poi arrivano le rotazioni. Fabris, Gardin, Pivetta, Liva e Basso entrano per portare energia, freschezza e quella disponibilità al sacrificio che in partite così diventa indispensabile. Perché contro UBC non si tratta soltanto di fare canestro: bisogna anche impedire agli avversari di trasformare ogni rimbalzo offensivo in una seconda, terza e magari quarta possibilità.
La partita procede a strappi. Casarsa mostra buone cose, ma non riesce a dare continuità al proprio gioco. Ci sono momenti in cui la palla circola bene, i movimenti sono corretti e si trovano soluzioni interessanti. Poi, improvvisamente, arrivano qualche pallone perso, una scelta affrettata e la sensazione che si voglia attraversare un muro di cemento armato semplicemente correndoci contro.
Eppure i padroni di casa restano lì. Non mollano, combattono e riescono a costruire un piccolo vantaggio. Ma, naturalmente, visto che il basket è uno sport nel quale nulla può essere semplice, UBC torna sotto e ricuce lo strappo.
Si arriva così al solito finale da cardiopalma. Casarsa avanti di cinque, Udine che trova una tripla e rimette tutto in discussione. A quel punto bisogna avere la freddezza di non farsi prendere dalla frenesia, perché il cronometro diventa un avversario e ogni possesso può essere quello decisivo.
Casarsa sceglie la strada della gestione: tiene il pallone, cerca di non concedere nuove opportunità e lascia che il tempo faccia il proprio mestiere. Non sarà una conclusione da manuale della pallacanestro spettacolo, ma è una conclusione da squadra che vuole vincere.
La sirena arriva e il tabellone certifica il risultato: 56-54 per Casarsa!
Due punti conquistati con fatica, sudore e una buona dose di sofferenza. Una vittoria che fa certamente morale, soprattutto dopo le difficoltà legate agli infortuni e in una serata nella quale la fisicità di UBC ha rappresentato un problema costante.
Nel dopopartita coach Pozzan ha espresso la propria soddisfazione per quanto visto in campo, pur sottolineando come alla squadra sia mancata la continuità nel gioco. Un aspetto sul quale bisognerà lavorare, perché le buone cose mostrate a tratti devono diventare una costante e non soltanto episodi isolati.
Il tecnico ha poi richiamato l’attenzione su un particolare che nel basket sembra banale, ma che banale non è affatto: per vincere bisogna perdere meno palloni. Soprattutto quando ci si trova davanti a un muro di giocatori, come quello costruito da UBC Udine. In queste situazioni non serve intestardirsi, non serve andare a sbattere ripetutamente contro la montagna avversaria. Serve lucidità, far girare la palla, trovare il compagno libero e scegliere il momento giusto per attaccare.
Insomma, una vittoria da mettere in cassaforte, qualche buona indicazione da conservare e parecchio lavoro ancora da fare.
Ma intanto il risultato è lì, nero su bianco: 56-54. E, come si dice dalle nostre parti, i due punti non chiedono come sono arrivati. Li porti a casa e giovedì si torna in palestra. Perché il basket, fortunatamente, non finisce mai con una sirena.
ASD Casarsa: Fabris, Castellarin 7, Colussi 26, Basso, Liva 3, Gardin, Sturzu 11, Pivetta 6, Scodeller 3. All.Pozzan, Ass.Cantoni
UBC Udine: Lisetto 6, Iacolettig, Dreossi, Giannotto 1, Peleson 2, Motta 2, Akborbi 4, Nadalin 21, Iesse, Gusparo 18, Qatarieh. All.Bredeon
Arbitri: Morassut e Casamichele